L’Ordine degli ingegneri è l’ente che rappresenta e tutela la professione dell’ingegnere in Italia. Nasce con la legge n. 1395 del 1923, che stabilisce la necessità della tutela del titolo e dell’esercizio professionale degli ingegneri e degli architetti. A livello locale, esiste un Ordine degli ingegneri per ogni provincia, mentre a livello nazionale è presente il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), che coordina e rappresenta la categoria davanti alle istituzioni e al Ministero della Giustizia, di cui è ente vigilato. La funzione principale dell’Ordine è quella di garantire la correttezza dell’esercizio professionale, promuovendo il rispetto del codice deontologico, aggiornando gli iscritti tramite la formazione continua e gestendo l’Albo professionale, che raccoglie i nominativi degli ingegneri abilitati. L’albo si suddivide in 2 sezioni, ognuna delle quali si suddivide in 3 settori. Ecco le differenze.
Struttura dell’Albo e requisiti d’accesso
L’Albo degli Ingegneri è regolato dal D.P.R. 5 giugno 2001, n. 328, che ne ha ridefinito la struttura dividendo gli iscritti in due sezioni (A e B) e tre settori (civile e ambientale, industriale, informazione). Questa riforma segue la logica del sistema universitario 3+2, introducendo una distinzione fra chi ha conseguito solo la laurea triennale e chi ha completato anche la laurea magistrale o specialistica.
La sezione A
La sezione A dell’albo comprende gli ingegneri che hanno conseguito una laurea specialistica o magistrale (o titolo equipollente) e hanno superato l’esame di Stato. Chi possiede una specialistica come ad esempio una laurea magistrale in ingegneria gestionale o una laurea magistrale in ingegneria informatica deve iscriversi alla sezione A dopo aver superato l’esame di Stato. Ad ogni buon conto, in linea teorica, dovrebbe essere possibile iscriversi anche a più di un settore. La laurea si può ottenere anche nelle università telematiche riconosciute come Unicusano, che permettono di seguire le lezioni a distanza. Gli ingegneri iscritti alla sezione A possono firmare progetti complessi e avere autonomia piena nella progettazione, nella direzione dei lavori e nelle consulenze tecniche.
La sezione B
La sezione B dell’albo è riservata ai laureati che hanno conseguito una laurea triennale in ingegneria e hanno superato l’esame di Stato dedicato. Questi professionisti vengono chiamati “ingegneri iuniores” e possono svolgere attività di progettazione e consulenza, ma in modo limitato rispetto agli iscritti alla sezione A. In passato, l’art. 46 del DPR 328/2001 limitava le competenze di questa categoria agli interventi semplici con metodo standardizzato. Con l’introduzione però del Quadro Nazionale delle Qualifiche (QNQ) 2018, le restrizioni sono decadute, consentendo anche agli ingegneri iuniores di occuparsi della progettazione di opere complesse quando dimostrino adeguate competenze.
I tre settori dell’albo degli ingegneri
All’interno delle sezioni A e B, l’albo si divide in tre settori di competenza:
- Settore civile e ambientale: comprende attività relative a costruzioni, infrastrutture, difesa del suolo, risorse idriche e tutela ambientale;
- Settore industriale: si occupa di impianti meccanici, elettrici, energetici, sicurezza industriale e produzione;
- Settore dell’informazione: riguarda l’ingegneria informatica, elettronica, delle telecomunicazioni e dell’automazione.
Un professionista può iscriversi anche a più settori, se in possesso dei requisiti e titoli accademici.
Come ci si iscrive all’albo degli ingegneri
Per iscriversi all’albo, bisogna possedere il titolo di studio idoneo, superare l’esame di Stato presso un’università autorizzata e presentare la domanda di iscrizione all’Ordine provinciale di riferimento. Dopo la verifica dei requisiti, l’iscritto ottiene la possibilità di esercitare la professione. Gli ingegneri, stando all’ultima rilevazione, restano i professionisti più richiesti e anche sul fronte fatturato sono sempre ai primi posti. Secondo il Report elaborato e curato dal Centro studi Cni nel 2025 è previsto un aumento del fatturato dello 0,9% per chi svolge l’attività di ingegnere, nonostante alcune difficoltà sia in termini di reperimento di risorse sia in termini di ricerca di professionisti. Un settore dunque che resta sempre un buon investimento per la carriera personale.
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